PadOVA
Padova
La famiglia di Bembo possedeva una villa nella campagna padovana, che Bembo spesso menziona nelle sue lettere e nella quale trascorse molto tempo sin dalla sua giovinezza. All’inizio del 1522, Bembo si stabilì nella città di Padova insieme alla sua compagna Faustina Morosina della Torre. Nel 1527 acquistò l’attuale Palazzo Camerini, dove visse con Morosina e i loro figli Torquato ed Elena a partire dal 1532. Eletto cardinale, Bembo si trasferì a Roma nell’ottobre del 1539, lasciando i figli a Padova sotto la guida del suo caro amico e collaboratore Cola Bruno.
Musica a Padova (1522-1539)
Padova era sotto il dominio veneziano dal 1405 e dunque non possedeva una corte. La musica non si concentrava dunque attorno ad un unico centro, ma era eseguita in luoghi diversi e a tutti i livelli sociali. Spesso la musica accompagnava cerimonie e festività pubbliche, sia religiose che laiche. Solitamente in queste occasioni intervenivano gruppi di suonatori di strumenti a fiato. Il periodo di Carnevale era particolarmente ricco di musiche e danze, che talvolta erano inserite all’interno delle rappresentazioni teatrali.
I documenti d’archivio mostrano che molte famiglie padovane possedevano strumenti musicali, soprattutto liuti. La musica era anche insegnata all’università e studenti italiani e stranieri talvolta prendevano lezioni private da celebri musicisti attivi in città, come il liutista Antonio Rota. Padova era considerata un mercato importante per le edizioni musicali per liuto, al punto che lo stampatore veneziano Girolamo Scotto tra il 1546 e il 1549 pubblicò una serie di dieci volumi di intavolature per questo strumento. Tra di essi, un volume fu assegnato al citato Antonio Rota e cinque al prete e liutista padovano Melchiorre de Barberiis, che dedicò ciascun volume a un personaggio di spicco della città, incluso Torquato Bembo, il figlio di Pietro.
Uno dei luoghi di ritrovo più frequentati dagli intellettuali padovani fu la “corte” di Alvise Cornaro, architetto veneziano e patrono delle arti, che includeva la Loggia e l’Odeo. La Loggia, eretta nel 1524 su progetto di Antonio Maria Falconetto, era concepita come frons scenae per le rappresentazioni teatrali, che spesso contenevano intermezzi musicali. L’Odeo, costruito negli anni ’30, fu progettato proprio come luogo per eseguire la musica e ospitare le discussioni degli intellettuali. La decorazione di una delle sue sale comprende lo stemma di Pietro Bembo sormontato dal cappello cardinalizio.
Bembo e la musica
Bembo fu amico di Alvise Cornaro e frequentò la sua “corte”. In una lettera indirizzata a Cornaro, Bembo espresse ammirazione per il commediografo Ruzzante (che Cornaro ospitava nella propria dimora) e sicuramente poté assistere alle rappresentazioni presso la Loggia di alcune sue commedie, che contenevano inserti musicali.
Il 6 June 1523 Bembo scrisse a Benedetto Mondolfo, ad Urbino, per raccomandare al duca Francesco Maria I Della Rovere due liutisti, Bernardo Fiorentino e suo figlio Flaminio, che, a suo parere, erano “degni da essere cari ad ogni Re”. Non si hanno certezze riguardo all’identità di questi due musicisti o al loro rapporto con Bembo. Certamente però Bembo, che intercede per loro, doveva conoscerli bene e apprezzare la loro musica. Anche se al momento non si hanno prove concrete in tal senso, è possibile che Bernardo Fiorentino sia il “Bernardo de Liuto” menzionato nel libro di conti di Lorenzo di Filippo Strozzi.
È probabile che l’organista Marco Antonio Cavazzoni (che conobbe Bembo quando entrambi soggiornavano a Urbino e poi lo incontrò di nuovo a Roma) sia entrato a servizio di Bembo negli anni padovani. Nella dedica a Bembo del suo Intavolatura cioe recercari canzoni himni Magnificati… Libro primo, pubblicato nel 1543, Girolamo Cavazzoni, figlio di Marco Antonio, afferma di essere nato mentre suo padre era a servizio di Bembo, che fu anche il suo padrino di battesimo. Sfortunatamente la data di nascita di Girolamo è ignota. Dopo la morte di Bembo, due edizioni musicali di compositori padovani furono dedicate a suo figlio Torquato: l’Intabolatura di lauto libro nono intitolato il Bembo di Melchiorre de Barberiis (1549) e Il primo libro de madrigali a cinque voci di Francesco Portinaro (1550). Nella dedica, Barberiis afferma di essere stato a servizio della famiglia di Bembo, anche se i dettagli restano sconosciuti. Il volume di Portinaro contiene invece un interessante madrigale, Sacro signor, il cui testo augura a Torquato di seguire le orme del padre e menziona esplicitamente “Torquato”, terminando con la ripetizione delle parole “Pietro Bembo”.
Jacques Arcadelt, Quand’io penso al martire (Il primo libro di madrigali… a quatro, Venezia 1539)
Choir of King’s College, Cambridge, Stephen Cleobury
Melchiorre de Barberiis, Fantasia sopra “Se mai provasti donna” (Intabolatura di lauto… libro nono, Venezia 1549)
Franco Fois
Antonio Rota, Fantasia 67 (Intabolatura de lauto… libro primo, Venezia 1546)
Luca Pianca
Credits
city map
Bernardino Scardeone, De antiquitate urbis Patavii, Basel, 1560
credits: München, Bayerische Staatsbibliothek, 2 Ital. 151 a (https://www.digitale-sammlungen.de/en/view/bsb10144306?page=6,7)
NO COPYRIGHT
fig. 1
Lucas Cranach the Younger, Pietro Bembo, c. 1532-1537 (collezione privata)
Credits: Lucas Cranach the Younger, Public domain, via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pietro_Bembo_by_Cranach_the_Younger.png)
fig. 2
Melchiorre de Barberiis, Intabolatura di lauto libro nono intitolato il Bembo (Venezia, 1549).
Credits: Österreichische Nationalbibliothek, SA.76.F.17/9 MUS MAG (https://onb.digital/result/131B1156)
Fig. 3
Sebastiano Florigerio, Musikalische Unterhaltung, 1530s (München, Alte Pinakothek)
Credits: München, Alte Pinakothek http://www.sammlung.pinakothek.de/de/artwork/QrLWzg0xNO/sebastiano-florigerio/musikalische-unterhaltung
CC BY-SA 4.0